Sogni e inconscio: aspetti importanti per vincere al Lotto

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È un dato di fatto assodato e dimostrato!!!

C’è chi ha vinto al Lotto con i sogni. Non c’è una spiegazione logica che ne illustri il perché, eppure è così.

A noi non è mai successo in prima persona, ma conosciamo chi ha avuto di queste fortune.

Solitamente si tratta di defunti che appaiono in sogno e che per simbolismo, o in casi rari in cui parlano, suggeriscono dei numeri.

I casi più eclatanti sono quelli più espliciti, ovvero quei sogni dove il defunto, quasi sempre un parente molto stretto del sognatore, dice i numeri su cui puntare.

Anni fa, in un mercato rionale della Capitale, assistemmo a qualcosa che ci lasciò stupefatti.

Una donna molto avanti con l’età, mentre acquistava verdure presso una bancarella, raccontò alla venditrice ambulante di aver sognato il figlio morto nel bombardamento di San Lorenzo, che le dava tre numeri dicendo: “mamma sono morto il 19 luglio a 28 anni, se mi vuoi bene giocami

L’ambulante, evidentemente esperta, disse alla donna che doveva giocare 7.19.28 a Roma, perché luglio è il settimo mese e perché il quartiere San Lorenzo è a Roma.

Avendo ascoltato ci ripromettemmo di giocarli, ma non ne avemmo l’occasione.

La domenica, come eravamo solito fare, controllammo sul giornale i numeri estratti il sabato.

A Roma uscirono 28.7.89.19.85.

Che dire, quel sogno aveva permesso alla madre di quel povero ragazzo, morto sotto il bombardamento, di vincere un bel terno secco, sempre se ha giocato e non ha fatto come noi che ce ne siamo dimenticati.

Non conosciamo i meccanismi esatti del perché e del percome alcuni sogni sono premonitori, ma ci siamo fatti l’idea che a volte è possibile ricevere aiuti inaspettati semplicemente addormentandoci.

Il nostro inconscio, inconsapevolmente, ci guida a compiere passi che ci portano a compiere le giuste azioni, mentre i “guai” quasi sempre sono dovuti al fatto che su alcune cose ci si riflette troppo se si usa troppo la “ragione”.

L’inconscio, o istinto, come sarebbe meglio chiamarlo, sa cosa è meglio per noi e da subito ci trasmette la giusta sensazione per come comportarci.

Molto spesso, però, non lo ascoltiamo e ci comportiamo facendoci guidare dalla mente e dalla logica del pensiero.

Il proverbio che recita “La prima impressione è quella giusta” è una cosa seria a trova riscontro anche nella scienza.

Si, è proprio la scienza a dirlo, o meglio l’Harvard Business School che ha portato avanti una ricerca per capire i comportamenti legati al cosiddetto “giudizio intuitivo”.

Senza approfondire nel dettaglio questa ricerca scientifica diremo che le ragioni principali di questo fenomeno sono da ricercarsi addirittura nella lontana preistoria.

Per gli uomini primitivi, per intenderci quelli che vivevano nelle caverne, la loro esigenza primaria consisteva nel distinguere i nemici.

Motivo per il quale la capacità degli altri di procurare il cibo veniva messo in secondo piano, dinanzi al pericolo di trovarsi di fronte un potenziale assassino. L’empatia era, e tuttora resta, una qualità molto più importante rispetto all’abilità.

Il paradosso, purtroppo, è che nel giudicare noi stessi siamo portati a privilegiare l’aspetto della competenza, cercando di trasmetterlo agli altri, mentre al contrario, nelle altre persone che incontriamo, cerchiamo di trovare come prima cosa calore e fiducia.

Questo procedimento alterato è alla base del fallimento di tante “prime impressioni”, perchè conoscerlo può aiutare ad evitare effetti negativi sulla nostra vita e sulla nostra carriera.

Indicazioni di gioco dalle estrazioni del Lotto del 18/06/2019

Firenze per ambo, terno e quaterna

13.28.38.65.72

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