LA TEORIA TRIPLARE: La “essenza” scientifica del numero – I°

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(Tratto dal nostro settimanale Lotto Gazzetta, scritto da Guido Manfredonia) – Parte I°teoria triplare

Ripercorriamo assieme una trattazione di uno dei Grandi del Lotto: la Teoria Triplare vista e riveduta da Guido Mandredonia

Tra le tante opere cabalistiche quella che merita l’oscar per il linguaggio oscuro, cervellotico, quasi demenziale è “LA TEORIA TRIPLARE” del reverendo Padre Cutillo di Napoli.

Questi dichiara che la sua teoria è “stata sviluppata con chiarezza per risolvere ogni futura estrazione”. Per valutare questa “chiarezza”, eccovi la nota dell’editore titolare della Casa Editrice “La Fortuna” in Napoli:In questa prima ristampa dell’opera del molto reverendo Padre Cutillo, abbiamo riportato – sebbene antiquato e, talvolta, astruso nella forma – tutto il testo nella sua originalità; e, pertanto, preghiamo gli studiosi di questa branca numerica di portare la loro massima attenzione nella interpretazione di esso.

Non è stato possibile modificare – o adattare – ai tempi nostri la forma letterale di questa opera per non alterare – e di questo ci siamo preoccupati – le espressioni dell’autore, nelle quali vi è riposta la radice dell’opera stessa”.

Secondo noi, l’editore non avendo avuto la possibilità di mettere in chiaro l’incomprensibile, decise di accollare il compito a chi ne avesse avuto la forza di farlo.
Ma, il libretto era venduto ai giocatori speranzosi di venir in possesso di qualcosa che fosse veramente di aiuto nel pronosticare i numeri da mettere in gioco in modo da avvicinarsi quanto più possibile al risultato certo; ed allora a cosa è servita “l’opera” a tutti coloro che non fossero “studiosi” e dove stanno questi esperti che hanno dimostrato di capirci qualcosa?
Noi ci siamo sforzati di fare quello che altri non hanno fatto, ottenendo un mezzo successo che ci ha serbato qualche notevole sorpresa come quella della conferma che prima dei ciclometristi i cabalisti già si servivano delle figure geometriche iscritte nel cerchio.
Alla aritmetica pitagorica bastavano solo i numeri monadici (elementi minimi della realtà), ossia del “triplo ternario” che si possono sistemare in vari modi in un quadrato di 3×3 caselle.
Una prima disposizione del triplo ternario la si deve a Teone da Smirne ed è la seguente:

1  4  7
2  5  8
3  6  9
ma Teone indicava i numeri facendo uso delle lettere dell’alfabeto greco, invece delle cifre arabe che noi usiamo.
(continua)