Il santo del Giorno: 25 agosto

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Il Santo del Giorno si propone di essere una rassegna quotidiana sulla storia dei Santi, contenuti all’interno del Calendario Vaticano e custoditi nella memoria della Chiesa.

Narrazioni di maestri di vita cristiana di tutti i periodi storici che, come fari luminosi, illuminano e orientano il nostro cammino.

Il Santo del giorno

25 Agosto

Nome: MARIA

BEATA MARIA TRONCATTI (1883-1969)

Maria Troncatti nacque a Corteno Golgi, in provincia di Brescia, il 16 febbraio 1883. Maria chiede l’ammissione all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice ed emette la prima professione nel 1908 a Nizza Monferrato.

Dopo la Prima Guerra mondiale Suor Maria chiese alla Madre Generale di andare tra i lebbrosi. Sette anni dopo Madre Caterina Daghero la manda invece in Ecuador.
Nel 1925 sbarcò nella baia di Guayaquil e raggiunse Chunchi dove fu infermiera e farmacista. 
Il campo di missione è la terra degli indios Shuar nella parte sud-orientale dell’Ecuador. Appena giunti a Mendez Suor Maria si guadagnò la stima di una tribù Shuar. Si stabilirono definitivamente a Macas. Come don Bosco fu padre e maestro Suor Maria diventò madre, e per 44 anni sarà chiamata da tutti Madrecita.

La sua opera per la promozione della donna shuar fiorisce in centinaia di nuove famiglie cristiane, formate per la prima volta su libera scelta personale dei giovani sposi. Svolse la sua attività soprattutto nel campo della formazione e della sanità, all’ospedale Pio XII di Sucúa e in numerosi dispensari.

È madre delle missioni del vicariato apostolico di Méndez: Mácas, Méndez, Sevilla don Bosco e Sucúa, con instancabili spostamenti nella selva.
Il 25 agosto 1969 Suor Maria è in aereo per recarsi a Sucúa agli esercizi spirituali, l’aereo cadde poco dopo il decollo. La radio della Federazione Shuar diede il triste annuncio: “La nostra Madre, suor Maria Troncatti è morta”. La sua salma riposa a Macas.

25 Agosto

Nome: LUDOVICO

S. LUDOVICO (o LUIGI)
Re di Francia (1214-1270)

Diffondere la pace è proprio dei santi. San Luigi IX, re di Francia, amava firmarsi Ludovico di Poissy, luogo in cui fu battezzato, per dire che la dignità di cristiano gli importava più di quella regale.

Nato nel 1214 e incoronato re all’età di dodici anni per la morte prematura del padre, rimase sotto la reggenza della madre, Bianca di Castiglia, donna profondamente religiosa, ma anche esperta in politica. Giunto alla maggiore età, Ludovico assunse la responsabilità di re in piena armonia con la madre e si sposò con Margherita di Provenza.

Ludovico eludendo la sorveglianza della madre, si era incontrato ripetutamente con la futura sposa e aveva dato il suo consenso solo dopo essersi assicurato che tra loro c’era l’amore vero. Già all’inizio del suo governo, Ludovico dovette affrontare problemi molto gravi per il risentimento di vari signorotti delle province francesi appoggiati da Spagna e Inghilterra.

Ludovico, non senza il consiglio della madre, seppe riportare la pace, conservando l’unità del regno e venendo incontro alle giuste rivendicazioni dei sovrani d’Inghilterra e di Spagna. Così si guadagnò il nome di paciere, e più volte fu invitato a mettere pace tra i principi e tra l’imperatore e il papa.

Possedeva un grande equilibrio perché nel suo agire si lasciava guidare da Dio. Era convinto che per riuscire in questo immane compito doveva farsi santo.
Partecipava ogni giorno alla S. Messa e compiva opere di carità a favore dei poveri; ogni giorno dava da mangiare a trecento poveri e spesso ne invitava alcuni alla sua mensa e li serviva personalmente.

Fondò l’abbazia cistercense di Royaumont, dove si recava volentieri per servire a tavola i monaci e per assistere con i suoi medici di corte gli ammalati. Si riservava poi di visitare e di servire personalmente un monaco lebbroso che, per evitare il contagio secondo la mentalità del tempo, viveva da solo in una casetta isolata.

Il re nutriva molta ammirazione per i francescani e i domenicani e favorì la loro presenza all’università di Parigi, interessandosi alle nuove aperture intellettuali di Alberto Magno, Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio.

25 Agosto

Nome: PATRIZIA

S.ta PATRIZIA 
Vergine e martire (VII sec.)

Il nome è sinonimo di nobiltà. Per i Romani Patricia era la figlia di un padre libero, e quindi nobile. La Santa che ricordiamo il 25 agosto, si può dire la sola Patrizia che vanti nel Calendario un posto tutto suo e di una certa importanza.

Un’altra Patrizia, è ricordata il 13 marzo, tra le vittime della persecuzione di Diocleziano, a Nicomedia, in Bitinia. Di Santa Patrizia non è nota con certezza la storia. La devozione a lei è fiorita quasi dal nulla: da alcune reliquie e da un bel nome femminile. La leggenda non ha mancato di tessere i suoi fantasiosi disegni, narrando come Patricia, nata a Costantinopoli, fosse parente dell’Imperatore di Bisanzio.

A questa giovane bellissima, ricchissima e virtuosa lo stesso Imperatore volle dare marito.
Per sfuggire alle nozze, la fanciulla s’imbarcò su una nave che sciolse le vele, facendo rotta verso l’Italia. Patrizia sbarcò a Napoli, e nell’incanto della città partenopea indicò il luogo della propria sepoltura.

Poi proseguì per Roma, entrando in un monastero. Un nuovo viaggio la riportò a Costantinopoli, questa volta in veste di pellegrina verso la Terrasanta. Altre insidie l’aspettavano, ma la nave stessa l’allontanò da ogni pericolo, riportandola, senza governo, fino alle coste tirrene, dove, in vista di Napoli, Patrizia morì.

Due tori focosi, narra ancora la leggenda, scesi dal cielo con un carro, ne trasportarono il corpo verginale fino al luogo prescelto dalla Santa per la sua sepoltura, cioè il monastero dei Santi Nicandro e Marciano. E qui le reliquie di Santa Patrizia, o Patricia, restarono per sempre, legandosi così alla devozione dei Napoletani. Dal 1625 è ufficialmente la Patrona di Napoli, a fianco di S. Gennaro.

I numeri di oggi sono:

Palermo e Tutte

52.26.39.88

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